Comprare azioni Bayer: Guida completa

Comprare azioni Bayer è un’operazione che richiede la conoscenza dello strumento finanziario che andiamo a negoziare e la garanzia di un intermediario affidabile e certificato.

In questa guida scopriremo i punti forti della storica azienda e vedremo come la negoziazione delle azioni Bayer vada necessariamente conclusa attraverso broker certificati in grado di offrirci sicurezza in ogni transazione.

Zero commissioni e certificazioni degli organismi di controllo sono i criteri di scelta che ogni trader professionista ricerca nella scelta del proprio broker. eToro, ad esempio, è in grado di soddisfare ampiamente questi requisiti permettendoci di tradare in piena serenità.

Quali sono le migliori piattaforme per negoziare azioni Bayer?

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Comprare azioni Bayer: alcuni buoni motivi per farlo

Quando valutiamo se comprare azioni Bayer pensiamo a 150 anni di storia, all’Aspirina, a un fatturato di quasi 40 milioni di Euro e 115 mila dipendenti attivi in oltre 300 aziende distribuiti in 78 paesi.

Bayer appartiene a un settore, quello chimico-farmaceutico, attualmente fra i più innovativi e dinamici.

Progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici rappresentano le colonne portanti dell’azienda, che nel tempo è riuscita a diversificare la propria offerta anche in ambiti a sé relativamente distanti, quali prodotti agrochimici, veterinari, materiali ad alte prestazioni e altre attività di minore importanza.

Come possiamo negoziare azioni Bayer senza pagare commissioni fisse e senza incorrere in rischi di truffe, affidandoci esclusivamente a intermediari certificati? Esistono molti broker online capaci di offrirci requisiti di questo tipo. eToro, ad esempio, oltre a queste caratteristiche che ogni intermediario serio deve possedere, ha l’innovativo valore aggiunto del Copy trading.

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Bayer: 150 anni di storia

La Bayer AG nasce nel 1863 in Germania, a Barmen, da un’idea dell’imprenditore Friedrich Bayer e del suo socio Johann Weskott. Nel 1899 registra il marchio “Aspirina” con cui consegna al mondo intero la versione industriale di un rimedio popolare estratto dalla corteccia del salice. L’acido salicilico modificato entra a forza nella farmacopea e nella cultura contemporanea, e ancora oggi lo possiamo trovare nelle nostre farmacie con lo stesso nome commerciale.

Da quella data a oggi la Bayer, passando attraverso momenti di splendore e altri meno felici, è sempre riuscita a essere dinamica e competitiva attraverso acquisizioni e riorganizzazioni aziendali. La sua storia passa attraverso un capitolo infelice della seconda guerra mondiale (v. il conglomerato IG Farben) fino a arrivare alla recente e controversa acquisizione di Monsanto.

I momenti più significativi di questa grande azienda

Dopo oltre venti anni, fra la fine degli anni ‘70 e la fine degli anni ‘90, trascorsi a mantenere la proprietà dei marchi e a riorganizzare l’assetto al fine di incrementare la propria presenza nell’ambito dei farmaci da banco, nel 2002 Bayer acquista il comparto agricolo della Aventis, fondando la Bayer CropScience, una delle società agrochimiche attualmente più innovative nel settore della biotecnologia dei semi e nei trattamenti protettivi delle piante.

Con l’acquisizione di Roche nel 2005, Bayer entra nella classifica delle prime tre aziende mondiali nel comparto dei farmaci da banco (OTC).

L’OPA lanciata da Bayer nel 2006 sull’azienda farmaceutica tedesca Schering AG, fonda la Bayer Schering Pharma, la settima azienda farmaceutica a livello mondiale e leader indiscusso nel campo della diagnostica per immagini e della contraccezione orale.

Con 1,2 miliardi di dollari, nel 2012 Bayer acquista Schift, l’azienda produttrice di integratori a base vitaminica.

L’acquisto della norvegese Algeta risale al 2013, per 2,4 miliardi di dollari.

Il 2014 vede la Bayer impegnata su due fronti: la medicina tradizionale cinese, con l’acquisto di DiHon per una cifra non nota ufficialmente ma stimata intorno ai 500 milioni di dollari, e il settore a lei caro dei medicinali da banco, con l’acquisto della Merck & Co valutata in 14,2 miliardi di dollari. Nello stesso anno il gruppo decide di cedere alcune attività estere dedicate alla produzione di attrezzature medicali. La linea di produzione dei cateteri, ad es., viene ceduta a 415 milioni alla Boston Scientific.

Altra vendita strategica risale al 2015, quando Bayer vende a Panasonic Healthcare le proprie attività del settore diabete.

Nel 2016 avviene il lancio della controversa offerta di acquisizione della azienda agrochimica Monsanto. La prima offerta di 62 miliardi di dollari viene rifiutata, costringendo Bayer a rivedere al rialzo la proposta portandola a 66 miliardi che infine viene accettata. L’acquisizione determina la necessità da parte di Bayer di ricorrere a un aumento di capitale di 6 miliardi di Euro e 20 miliardi in obbligazioni. Al termine dell’operazione il marchio Monsanto cessa di esistere e Bayer raggiunge le attuali dimensioni di un colosso da 115 mila dipendenti e 45 miliardi di dollari di fatturato equamente divisi fra comparto agricoltura e salute.

L’ultima operazione rilevante è del 2017, anno in cui Bayer cede il 47% della sua partecipazione in Covestro per 1,46 miliardi di Euro.

Le strategie aziendali di Bayer

Le strategie aziendali del gruppo Bayer prevedono anche alleanze e partenariati. Ne elenchiamo due fra le più recenti e in grado di influenzarne l’andamento azionario. Nel 2015 Bayer CropScience e Farm Frites rendono operative pratiche sostenibili nell’ambito europeo della coltura della patata. L’anno successivo avvia una collaborazione con Leica Biosystems per sviluppare un test di companion diagnostic per pazienti oncologici.

I competitor di Bayer

Il comparto farmaceutico è uno dei più competitivi a livello mondiale. Le scelte strategiche del gruppo, che già da molti anni tende a diversificare la propria offerta impegnandosi in ambiti anche relativamente distanti da quello strettamente farmaceutico, sono in linea con la consapevolezza del grande impegno richiesto per fare fronte alla concorrenza.

Attualmente Bayer è al decimo posto della classifica mondiale delle aziende farmaceutiche, che trova al primo posto Pfizer con un fatturato di oltre 50 miliardi di dollari. Al secondo posto troviamo Novartis, seguono Sanofi, Roche, Merk, GSK, J&J, AstraZeneca, Lilly e infine Bayer.

Perché comprare azioni Bayer?

I punti di forza cardine del gruppo Bayer sono essenzialmente quattro. Leggiamoli insieme.

Il primo risiede nel background aziendale. 150 di storia e una rete di produzione e distribuzione dei propri prodotti attraverso una sistema capillare costituito da 300 aziende in 78 paesi rappresentano un formidabile punto di forza. Solidità e coesione del gruppo sembrano essere peculiarità che nel corso dei decenni si sono andate via via meglio definendosi.

Il secondo punto di forza di Bayer lo leggiamo nella forte spinta verso l’innovazione. Il suo settore di ricerca e sviluppo è il motore in grado di fronteggiare una concorrenza agguerrita come quella del settore farmaceutico. Pensiamo agli storici marchi ormai entrati nella cultura popolare come l’Aspirina, Poncho e Rennie, oppure al budget che ogni anno Bayer destina a questo settore per i propri laboratori di ricerca dislocati in tutto il mondo. Nel 2016, ad es., a ricerca e sviluppo il gruppo ha dedicato 4,7 miliardi di Euro.

Terzo punto di forza dell’azienda è la coerenza dei risultati ottenuti con i solidi flussi di liquidità. Questo a testimoniare una salute finanziaria stabile nel tempo.

Infine, come quarto punto di forza troviamo l’efficiente organizzazione del lavoro. Dipendenti in continua formazione e un ambiente di lavoro ergonomico e piacevole sono i due capisaldi che stanno alla base della redditività aziendale e delle sue capacità di reggere le sfide di un mercato fortemente competitivo.

Cosa considerare prima di negoziare azioni Bayer?

Il gruppo mostra anche alcuni punti deboli, alcuni dei quali legati alla sua espansione globale e alle politiche adottate a essa legate. Esaminiamole attentamente prima di comprare azioni Bayer.

In tempi recenti Bayer ha visto l’immagine di alcuni suoi marchi offuscarsi a causa di alcune azioni e allegazioni intese come conseguenza dei meccanismi di determinazione dei prezzi da parte dell’azienda. Questo potrebbe avere influenza sui volumi di vendita dei prodotti nel lungo periodo.

Molti governi, soprattutto quelli appartenenti al terzo mondo, sostengono la produzione e lo sviluppo sul territorio dei farmaci generici da parte di aziende locali. Queste politiche sono decisamente sfavorevoli allo sviluppo di brevetti a cura di Bayer.

La regolamentazione relativa al depistaggio di stupefacenti, messa in atto dalla FDA e altri organismi di controllo, a seguito delle proteste dei sostenitori dei diritti dell’uomo, è sicuramente un ambiente ristretto poco favorevole alle politiche di sviluppo innovative del gruppo Bayer.

Fra i punti deboli della Bayer troviamo anche la concorrenza con aziende disposte a produrre e distribuire prodotti farmaceutici analoghi e sostitutivi a prezzi sostanzialmente inferiori. La capacità di contenere i costi di produzione è un’altra sfida che il gruppo dovrà affrontare con sempre più urgenza nel prossimo futuro.

Infine, l’arma a doppio taglio della ricerca biotecnologica. Lo sviluppo di prodotti in questo settore è molto costoso, sia in termini di dispendio di risorse che in termini economici. Si sta parlando cioè di prodotti di elevata complessità già in fase di progettazione ma anche poi di fabbricazione che in un contesto di grande competitività e agguerrita concorrenza, come lo è quello farmaceutico, possono tramutarsi in progetti ad alto rischio.

Comprare azioni Bayer: previsioni per il 2020

Il titolo Bayer è quotato nella Borsa di Francoforte, di Milano, di Tokyo e sul Nasdaq. È inoltre uno dei titoli che compongono il paniere dell’indice Stoxx Europe 50. Possiamo riconoscerne la presenza dal codice BAY.

Il nostro prossimo acquisto di azioni Bayer dovrebbe essere considerato in base alle mosse che il gruppo intende mettere in atto nel futuro. Farmaci innovativi come Xofigo, Riociugat, Eyla, Stivarga vanno necessariamente seguiti nella loro commercializzazione, in quanto andranno a confermare le capacità di innovazione del gruppo.

Non dimentichiamo inoltre il comparto agricolo, la cui domanda progressivamente sempre più consistente potrebbe rappresentare un incremento di quote di mercato sempre maggiori nel settore. La recente acquisizione di Monsanto le permetterebbe il mantenimento di questo ruolo di dominanza.

Nel complesso, nell’anno in corso il titolo si mantiene in linea con l’elevato profilo di rischio del settore biotech, dominato da fortissima concorrenza e costi gestionali rilevanti che talvolta possono mettere a rischio la corretta commercializzazione dei prodotti sviluppati.

Quale target price per comprare azioni Bayer?

Nel momento in cui scriviamo, il titolo Bayer è negoziato a 49,50 Euro.

Nell’ottica del medio periodo il titolo si conferma in un trend negativo. Per il breve periodo si può tracciare una prima resistenza a 51,08, superata la quale è ragionevole ipotizzare un target price a 53,55.

Conclusioni

Il gruppo Bayer fa parte del settore innovative biotech caratterizzato da molteplici potenzialità di crescita e al contempo da un alto profilo di rischio per l’investitore.

Fortissima concorrenza, elevati costi legati a ricerca e sviluppo e politiche locali più o meno favorevoli alla commercializzazione dei prodotti sviluppati, sembrano essere le grandi sfide dello storico gruppo farmaceutico tedesco.

Comprare azioni Bayer può quindi essere considerata un’opportunità di investimento nel breve-medio periodo, anche con finalità di diversificazione del portafoglio.

Scegliere intermediari solidi e certificati è il primo passo da compiere per negoziare titoli Bayer. Non fidiamoci di chi promette facili guadagni con zero impegno, ma cerchiamo chi è in grado di offrire servizi innovativi e formativi anche ai trader con poca esperienza operativa.

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