comprare azioni nexi: guida completa

Comprare azioni Nexi conviene? | Guida completa ed aggiornata

Hai sempre sentito parlare di comprare azioni Nexi senza mai approfondire le informazioni sulla società o in merito alla quotazione? Allora questa è la guida giusta per te.

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Nexi è una giovane azienda italiana, nata a Milano nel 2017 e in pochissimo tempo rivelata al mondo come un astro nascente, arrivando, in appena due anni, a registrare un fatturato multimilionario, e ad essere quotata in borsa, sul FTSE MIB di Milano.

All’interno del nostro approfondimento andremo ad analizzare differenti aspetti su questa realtà in continua espansione. Una prima parte, completamente dedicata alla storia ed al modello di business, lascerà posto alla presentazione di nuove metodologie di negoziazione online. Si tratterà dei CFD, detti anche contratti per differenza, ossia innovativi strumenti per scambiare sulla base delle oscillazioni dei prezzi Nexi.

A tal proposito, due delle migliori piattaforme di negoziazione, professionali ed autorizzate, saranno eToro e OBRinvest. Ecco una lista completa dei migliori Broker, da poter inserire nella nostra guida su comprare azioni Nexi.

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Storia aziendale Nexi

La storia di Nexi inizia ufficialmente il 10 novembre 2017, quando due colossi italiani, ICBPI e Carta Sì, decidono di unirsi con l’intento di costruire una solida realtà fondata sui pagamenti digitali.

La nuova realtà ha potuto così beneficiare diversi canali e filiali, le quali hanno permesso a Nexi di rafforzare la propria posizione, attraverso la gestione di ATM, e di compiere operazioni merchant services, corporate banking interbancario e clearing & settlement.

Pochi mesi dopo la sua fondazione, ossia nel luglio del 2018, Nexi ha subito una prima riorganizzazione strutturale, che ha portato alla scissione delle attività di pagamento e di quelle bancarie.

Tutto ciò ha permesso la strutturazione di una biforcazione dei business, formata, da una parte dalla controllata Latino Italy S.r.l, rinominata Nexi, incentrata nelle attività di pagamento, e dall’altra da DEPObank, ossia una divisione societaria autonoma, guidata da un management e da un consiglio di amministrazione indipendente, per le attività bancarie.

Come anticipato, Nexi è nata dalla fusione di ICBPI e Carta si, diamo quindi un rapido sguardo alla struttura di queste aziende.

Ripercorreremo qui, brevemente, alcuni dei passaggi più significativi della storia aziendale di Nexi, ICBPI e Carta SI.

  • 1939, su iniziativa di Cremona, Intra, Lecco, Lodi, Luino e Varese, Verona, viene fondato l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A.
  • 1986, su iniziativa di ABI e numerosi istituti bancari, viene fondato il brand CartaSI.
  • 2003, il brand CartaSI viene riorganizzato con la fondazione di SI Holding.
  • 2006, l’ICBPI rileva Key Client Cards & Solution da Deutsche Bank.
  • 2007, Si Holding diventa licenziataria italiana di Visa e Mastercard.
  • 2008, l’ICBPI acquista il 79% delle azioni di Si Holding SpA.
  • 2010, l’ICBPI acquista acquista l’attività depositaria di Banca Carige.
  • 2015, Mercury Italy acquista l’ICBPI.
  • 2016, l’ICPBI acquista da intesa Sanpaolo, Setefi e Intesa Sanpaolo Card.
  • 2017, ICBPI e CartaSi, vengono fuse dando origine a Nexi.
  • 2018, Nexi ottiene dalla Banca d’Italia l’autorizzazione alla gestione di servizi bancari (Securites Services e Servizi di Trasmitazione).
  • 2018, Nexi fonda Nexi SpA, per il controllo delle attività di pagamento.
  • 2019, Nexi viene quotata in borsa presso l’indice FTSE MIB di Milano.

ICBPI

ICBPI è stato un istituto bancario, nato dalla collaborazione delle banche popolari di Cremona, Intra, Lecco, Lodi, Luino e Varese, Verona. L’intento dell’istituto era quello di coordinare le attività delle banche popolari e fornire servizi di supporto a coloro che nel tempo avrebbero aderito all’istituto.

L’immensa rete bancaria dell’Istituto, ha dato ad ICBPI la forza, e soprattutto la liquidità necessaria, per compiere, soprattutto in tempi recenti, diverse acquisizioni importanti, come ad esempio quella su Key Client Cards & Solutions (avvenuta nel 2016), fino a quel momento controllata dal colosso tedesco Deutsche Bank. Con questa acquisizione l’istituto si è ritrovato a controllare issure di circa 1.3 milioni di carte di credito, poggiate su circa 450 banche, ed a gestire circa 150,000 POS.

Nell’ottica di un piano di espansione, legato al controllo dei sistemi di pagamento elettronici, nel 2008 l’istituto acquisì la maggioranza delle azioni di S.I. Holding, che all’epoca controllava CartaSi S.p.A., Si Servizi S.p.A., Si Call S.p.A., Carta Facile S.p.A, CartaSi Capital S.p.A. e SiRe Business Services LTD.

Nel 2010, infine, l’istituto giunse ad un accordo con Banca Carige, da cui ottenne, al costo di circa 19,5 milioni di euro, l’attività di banca depositaria.

La parentesi espansiva dell’ICBPI sembrerebbe concludersi qui, poiché nel 2015 la maggioranza delle quote dell’istituto vennero acquistate da Mercury Italy Srl, per circa 2,15 miliardi di euro. Tuttavia, la vendita a Mercury segna semplicemente un cambio al vertice, ma non la fine dell’istituto che, nel 2016, acquistò da Intesa Sanpaolo le controllate Setefi e Intesa Sanpaolo Card, per circa 1 miliardo di euro.

Carta Sì

Nel 1986 ABI, l’associazione bancaria italiana, insieme ad altri 16 istituti bancari italiani ed altri istituti centrali di categoria, fondò il brand di servizi interbancari CartaSI, con la costituzione di CartaSI SpA.

L’obiettivo del brand divenne sin da subito quello di diffondere in Italia l’uso della carta di credito, dei bancomat, e successivamente delle carte prepagate, come strumento di pagamento. Durante la seconda metà degli anni ottanta e i primi anni novanta, numerosi istituti bancari italiani si associarono al brand CartaSI, portando il totale dei soci a circa 97. Nei primi anni del 2000, più del 50% delle carte presenti in Italia erano controllate da CartaSi.

Nel 2003 il brand venne riorganizzato con la creazione della holding SI Holding SpA e nel 2004 venne creata CartaSI SpA, ossia la divisione aziendale che si sarebbe occupata dell’emissione di carte di credito. Nel 2007, se ne contavano circa 7 milioni.

Giunti al 2008 i principali azionisti della holding bancaria erano: Intesa SanPaolo, MPS e Unicredit, che complessivamente controllavano circa il 76% dell’azienda. Nonostante ciò, un anno dopo, il principale azionista divenne ICBPI, con il controllo e l’acquisizione del 79% delle azioni.

Nexi

Giunti al 2017, l’ICBPI, controllato da Mercury Italy, si fuse completamente con la sua controllata più importante, Si Holding, dando così origine al nuovo istituto leader in Italia nel campo dei pagamenti, del digital banking e delle carte di credito.

La nuova società, con esperienza decennale nel settore, ottenne sin da subito il controllo di circa 41,3 milioni di carte di pagamento, divise tra carte di credito, bancomat e prepagate. Nel 2018 dichiarò di aver gestito transazioni per circa 446 miliardi di euro, e di aver assicurato alla compagnia, un fatturato, nello stesso anno, di circa 856 milioni di euro.

Il costo delle sue azioni è progressivamente aumentato nel tempo, partendo da valori iniziali di circa 8,30€, del 18 aprile del 2019, data di ingresso in Borsa, fino a raggiungere uno dei punti massimi a 16,15€, registrato il 21 febbraio 2020. Questi numeri sono resi possibili grazie alla presenza in Italia di circa 13,5 mila ATM ed oltre 1,4 milioni di POS, utilizzati da circa 890 mila attività commerciali e 420 mila imprese che accettano pagamenti elettronici.

Come comprare azioni Nexi

Compresa la storia è ora possibile scoprire dove comprare azioni Nexi. Entrando nello specifico, è possibile avviare alcune considerazioni rispetto al passato. Contrariamente dagli investimenti tradizionali, dove comprare azioni Nexi era legato al possesso fisico di un determinato pacchetto azionario, la presenza di nuove metodologie, ha rivoluzionato completamente tutto.

A tal proposito, gli strumenti più utilizzati, ricchi di vantaggi interessanti e non legati ad un acquisto fisico sugli strumenti finanziari, sono i contratti per differenza. I CFD, diversamente da altre metodologie di investimento, basano la loro operatività solamente sul gap dei prezzi di ogni specifico assets (nel nostro caso Nexi). In questo modo, dopo aver visionato il grafico Nexi in tempo reale, ed aver ottemperato alle fasi analitiche, il trader ha l’effettiva possibilità di avviare due strategie opposte:

  • Opzione verso l’alto (detta al rialzo) su Nexi con CFD: ossia basata su eventuali aumenti di prezzo e quindi su azioni di acquisto.
  • Opzione verso il basso (detta al ribasso) su Nexi con CFD: ossia basata su ipotetici decrementi dei valori e quindi su azioni di vendita.

Dove comprare azioni Nexi

Oltre ciò, operare attraverso i CFD, significa affidarsi a particolari sistemi di brokeraggio online, chiamati Broker CFD. Due dei migliori, utilizzati quotidianamente da migliaia di traders al mondo, sono eToro e OBRinvest. Scopriamoli subito.

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La prima piattaforma, da poter inserire nella nostra guida su comprare azioni Nexi, è [broker_link broker=”etoro” anchor=”eToro” landing=”home”]. Si tratta di un broker on-line che attualmente conta milioni di utenti certificati e migliaia di recensioni positive in tutto il mondo. Con eToro puoi fare trading su decine di asset come: azioni, indici di Borsa, criptovalute, materie prime e tanto altro. Oltre ciò, eToro è affidabile in quanto regolamentata dal CySEC, ossia l’autorità di regolamentazione finanziaria del Cipro.

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Comprare azioni Nexi

Comprare azioni Nexi Conviene?

La storia di Nexi e dei suoi precursori ICBPI e Carta SI, ci permette di tracciare un profilo aziendale e di individuare eventuali punti di forza e punti di debolezza della società, e di conseguenza dei titoli dell’azienda.
Cerchiamo quindi di identificare vantaggi e svantaggi legati all’acquisizione di questi titoli.

Partendo dalla storia aziendale, Nexi è relativamente giovane, le sue azioni sono quotate in borsa da poco meno di un anno. Questo, in realtà, è sia un vantaggio che uno svantaggio. Se da un lato ci permette di interfacciarci con azioni di un brand emergente, dall’altro, invece, abbiamo poche informazioni reali sull’andamento su larga scala.

Dobbiamo però considerare che, se questa azienda è percepita come una sorta di start-up, è anche vero che nasce da due aziende con una storia finanziaria più che decennale. Uno dei grandi vantaggi del titolo Nexi riguarda il settore in cui l’azienda opera.

Come abbiamo ripetuto più volte nella guida, Nexi è una società che opera nel campo dei pagamenti, delle carte di pagamento e dei servizi bancari. Si tratta di un mercato solido, che difficilmente entra in crisi, e quando lo fa, c’è sempre qualche istituto bancario pronto ad intervenire, con operazioni di soccorso o acquisizione.

Altro punto di forza del titolo Nexi è la rete interbancaria, con cui si interfaccia quotidianamente, e che permette all’azienda di gestire transazioni di diversi miliardi di euro.

Modello di Business

Attualmente Nexi, svolge funzione di holding, controlla le società Nexi Payments SpA, Mercury Payment Service ed Help Line ed è a sua volta gestita dalla holding britannica Mercury UK Holdoc Limited, a sua volta controllata da Advent, Bain Capital e Clessidra.

Questo intreccio societario non deve sorprendere, si tratta infatti di una strutturazione aziendale abbastanza ricorrente nelle grandi corporazioni bancarie.

Previsioni

Parlare delle previsioni sull’andamento dei prezzi delle azioni Nexi, significa tenere in considerazione l’aspetto sulle analisi. Ciò che gli analisti, o i migliori traders al mondo cercano di fare, è anticipare le mosse del mercato, per intuire, seppur ipoteticamente, le direzioni future all’interno della quotazione. Nonostante tutto ciò sia molto complesso, esistono molti strumenti interessanti, in grado di aiutare nel processo analitico.

Il punto di partenza, per ogni negoziatore che si rispetti, è la visione del grafico dei dati storici. 

Nonostante il 2020 sia iniziato nel migliore dei modi, ossia con valori al di sopra quota 16, è possibile individuare un forte ribasso, protrattosi nuovamente al di sotto dei 10. Al di là dei cali subiti, nel corso dei mesi successivi, seppur con i tipici up and down, ha avuto la capacità di rialzarsi e di superare nuovamente la soglia dei 17,20.

Nel 2021 il titolo ha subito un ulteriore rialzo tanto da aver raggiunto un prezzo di 18,98 e le previsioni sono tutt’ora positive.

Competitors

All’interno del più complesso sistema finanziario globale, è importante considerare che Nexi rappresenta solamente uno dei tanti Player inseriti all’interno del mercato. Nel corso degli anni, molte realtà simili hanno cercato di incrementare ulteriormente la propria quota di mercato, inserendo servizi innovativi, basati anche su altri canali di pagamento. Vediamo i principali competitors del gruppo Nexi:

  • N26: si tratta di un’istituto bancario in forte crescita. Fondato in Europa, precisamente in Germania, e fortemente incentrato nell’offerta di carte di pagamento e servizi digitali. Essendo un forte Player in Europa, rappresenta uno dei maggiori rivali di Nexi.
  • Revolut: è una società finanziaria sviluppatasi nel corso degli ultimi anni. Oltre ad offrire varie aperture di conti, in base alle singole necessità dei clienti, ha da poco incentrato il suo business anche sul settore delle criptovalute. L’inserimento di strumenti crittografici, in un mondo ormai sempre più digitalizzato, permette a questa società di essere considerata fra le più innovative in assoluto.
  • Adyen: si tratta di una società olandese, con oltre 3500 dipendenti e molti anni di esperienza alle spalle. Il suo business di riferimento è quello finanziario ed è da sempre operativa nell’offrire soluzioni di pagamento digitali, tramite dispositivi mobili o altri canali smart.

Conclusioni

Giunti alle battute finali della nostra guida su comprare azioni Nexi, è ora possibile ricapitolare alcuni passaggi essenziali, da poter tenere bene a mente per operatività future.

Nexi si è dimostrata una società italiana, operante nel settore dei pagamenti e delle carte di pagamento che, in pochissimi anni, grazie ad un’importante rete di partner e all’eredità delle società da cui è nata, è riuscita ad imporsi in Italia come leader nel settore. Fra gli ultimi dati ricordiamo utili per circa 245 milioni di euro.

Oltre ad essere una forte realtà nel mondo dei pagamenti, Nexi rappresenta un vero e proprio strumento finanziario, attraverso la quotazione del suo titolo in Borsa. A tal proposito, all’interno della guida, si ha avuto la possibilità di scoprire innovative metodologie per negoziare su strumenti finanziari sulla base del differenziale dei prezzi (CFD).

Fra le migliori piattaforme di trading presenti online, eToro e OBRinvest hanno rappresentato due realtà autorizzate dagli organi di competenza, in possesso di account demo e ricche di funzionalità interessanti.

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Leggi anche: Bayer, FCA

Quando è stata fondata Nexi?

Nexi è nata nel Novembre 2017 in seguito alla fusione di ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane) e CartaSì.

Chi è il CEO di Nexi?

Il CEO di Nexi è Paolo Bertoluzzo.

Dove comprare azioni Nexi?

All’interno del mercato, contrariamente dagli investimenti tradizionali, legati al possesso fisico delle azioni, esistono nuovi strumenti chiamati CFD. I contratti per differenza permettono di negoziare solamente sulla base della differenza dei prezzi del titolo.

Quali sono le migliori piattaforme online?

Fra le migliori piattaforme online ricordiamo eToro e OBRinvest.

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