Migliori investimenti sicuri: cosa sono i Piani individuali di risparmio

Non servono certo grandi nozioni di economia per capire che in questo 2018 il mondo della finanza è sempre più rapido, globale e interconnesso, e quindi in grado di evolversi costantemente fornendo interessanti novità anche a tutti gli investitori: sono molti infatti i prodotti finanziari che hanno visto la luce negli ultimi anni, proposte redditizie e a volte azzardate per invogliare i risparmiatori e assicurarsi la gestione del loro capitale sui mercati finanziari.

Quali sono i migliori investimenti oggi: i nuovi Piani individuali di risparmio

Nello specifico tra i numerosi strumenti nati negli ultimi anni vogliamo parlare oggi dei Piani individuali di risparmio, meglio noti come Pir, che sono appunto tra le più recenti introduzioni nel sistema economico della nostra penisola: già presenti infatti all’estero (Giappone, Usa) e in alcuni Paesi dell’Europa come Francia e Regno Unito, sono stati apprezzati internazionalmente e introdotti nel Belpaese tramite l’ultima legge di bilancio.

Investimenti sicuri Piani individuali di risparmio
Come e dove investire oggi: i nuovi Piani individuali di risparmio.

Si tratta in breve di una nuova forma di investimento a medio termine che risponde alla sempre più sentita esigenza di sostenere le piccole e medie aziende italiane: infatti attraverso i Pir l’investitore concede in uso il proprio capitale all’intermediario il quale lo investirà in azioni, obbligazioni o fondi comuni di investimento che prevedono la partecipazione di aziende italiane con sede nel Belpaese. I Piani saranno nello specifico emessi dalle sempre più diffuse società di gestione del risparmio che affollano il panorama internazionale, ma rientreranno in generale nella più larga categoria del risparmio amministrato. Si tratta di uno strumento semplice e ben pensato, ideato appositamente per le famiglie e i piccoli investitori per sostenere la propria economia e il territorio: possono infatti essere proposti solo a persone fisiche e non ad aziende o società. Inoltre ogni Piano di risparmio ha una durata minima di 5 anni, ma non può per definizione richiedere al cliente più di 30.000 euro all’anno, mentre in generale nessun investitore può impegnare in Pir più di 150.000 euro. Si tratta di soglie importanti pensate per stabilire dei criteri che favoriscano l’avvicinamento a questa tipologia di investimento da parte dei piccoli e medi risparmiatori italiani.

Mercati finanziari oggi: come investire oggi in Pir

In cambio di questo impegno economico in compenso il Piano individuale garantisce un vantaggio unico e già di per sé in grado di stimolare l’attenzione dei risparmiatori interessati a investire oggi: ricorrendo a questa forma di risparmio amministrato infatti al risparmiatore verrà concesso dallo Stato il totale condono del carico fiscale, una regola che vale quindi per dividendi, successioni, donazioni o guadagni sul capital gain. Ma come vengono usati dunque i capitali raccolti dagli enti interessati? Questi ultimi come già accennato investono ingenti capitali in azioni, obbligazioni e fondi comuni, basandosi su una fondamentale norma di diversificazione che riguarda appunto l’essenza stessa di questo strumento: almeno il 70% di quanto investito deve infatti essere destinato a prodotti finanziari proposti da imprese e aziende del Belpaese, o al limite europee ma con una solida struttura, presenza e rete di distribuzione anche in Italia. Inoltre di questo 70% il 30% deve essere destinato ad aziende medio-piccole non incluse nel prestigioso FTSE Mib di Piazza Affari. Si tratta quindi di aziende minori, locali, le cosiddette Pmi quotate nei segmenti MidCap, Star o Aim, ma non più del 10% del capitale può essere versato alla stessa azienda.

Investire oggi Piani individuali di risparmio
Solidi e sicuri, i Pir sono per molti tra i migliori investimenti del momento.

Si tratta insomma davvero di un solido strumento e di un investimento sicuro, specialmente grazie alla interessante offerta legata all’altrimenti pesante carico fiscale. Come accennato infatti il Pir ha una durata minima di 5 anni ma non possiede un limite nel senso opposto: può quindi essere un buon investimento a lungo termine, ma non a breve in quanto in caso di rescissione prima dei 5 anni all’investitore verrà fatta pagare la normale tassazione pari al 26% di quanto messo da parte. Inoltre in quanto emessi da intermediari finanziari occorre sempre prestare la massima attenzione anche ai costi di sottoscrizione, performance e gestione che si differenziano sempre in base alla società di risparmio o ente scelti. Alcune società possono imporre al risparmiatore anche carichi del 5% annuo, un tasso pesante che andrebbe a inficiare le altrimenti interessanti prospettive che può offrire questo strumento finanziario.

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