Diamante certificato GIA

I diamanti da investimento e le caratteristiche per una corretta valutazione

I diamanti sono principalmente noti per la loro splendente bellezza e incomparabile durezza, ma posseggono anche un enorme valore scientifico spesso non considerato: queste pietre preziose hanno infatti origine a centinaia di chilometri sotto la superficie terrestre, in zone del nostro pianeta sottoposte a pressioni enormi e temperature altissime, e la loro nascita richiede milioni, finanche miliardi di anni.

Come investire i nostri risparmi imparando a conoscere il valore dei diamanti  per investire in sicurezza

Anche la loro estrazione come noto è alquanto difficile, in quanto essi salgono alla luce solo attraverso rare vene minerarie proveniente da canali vulcanici sotterranei. Per questo motivo essi sono rari, finiti e unici e un ottima risposta per come investire i propri risparmi: infatti essendo creazioni della natura i diamanti sono tutti differenti l’uno dall’altro, e pertanto non può esistere, come invece accade per quasi tutti i beni commerciabili, una rigida e universale classificazione, ma solo determinati parametri di riferimento in base ai quali effettuare le singole valutazioni in maniera condivisa su un mercato comune. Pertanto per chi volesse investire in diamanti una conoscenza per quanto basilare di questi valori, definiti le 4C, è fondamentale e necessaria, motivo per cui cercheremo di darne una chiara definizione in questa sede.

Quotazione e valore del diamante
La quotazione del diamante è in costante crescita nell’ultimo decennio.

Chiarezza, colore, taglio e carati: come vengono valutati i diamanti

Chiarezza (Clarity)

Il primo parametro da considerare è la chiarezza, la quale misura i difetti interni di ogni pietra, chiamati in gergo tecnico inclusioni. Queste possono solitamente presentarsi sotto forma di cristalli di materiale estraneo, come imperfezioni strutturali, piccole crepe o aloni biancastri, tutti difetti in grado di inficiare il valore lordo del diamante. Inoltre anche la dimensione, il colore, la posizione relativa e la visibilità delle inclusioni sono variabili in grado di definire più precisamente la chiarezza. Negli ultimi anni inoltre molti enti gemmologici internazionali, come il Gemological Institute of America (Gia), hanno sviluppato metodi condivisi per individuare con precisione il grado di trasparenza stabilendo che una valutazione debba avvenire partendo da inclusioni che siano visibili a un professionista il quale osservi a dieci ingrandimenti. La presenza di inclusioni è comunque un tratto molto diffuso, e solo pochissime pietre possono dirsi realmente pure: nello specifico attualmente solo il 20% dei diamanti estratti vanta un grado di chiarezza sufficientemente alto per un uso in gioielleria, mentre il rimanente 80% viene solitamente relegato a uso industriale. Tuttavia solo una minima parte di quel 20% è davvero pura, le cosiddette pietre eye-clean, le quali costituiscono ovviamente i pezzi più pregiati esistenti. La maggior parte delle inclusioni presenti in un diamante in ogni caso non influisce sull’integrità strutturale della gemma, ma eventuali aloni di grandi dimensioni possono indubbiamente influire sulla capacità di un diamante di trasmettere e diffondere la luce.

Colore (Colour)

Il secondo valore è invece il colore, anzi l’assenza di questo: il miglior colore per un diamante è quello che non esiste, infatti le pietre più preziose sono quelle più trasparenti e incolori. Esistono poi anche altri colori di diamanti, i quali dipendono ovviamente dalla presenza di altri elementi oltre al carbonio all’interno della struttura atomica. Anche in questo caso esiste comunque una relativa classificazione, solitamente certificata dal venditore: la qualità più pregiata, ovvero i diamanti totalmente incolori, è classificata come D. Con E vengono invece indicate le pietre con solo una appena percepibile di colore, e la scala prosegue quindi con i diamanti F, ovvero quelli praticamente trasparenti. Le pietre invece che mostrano piccole tracce di colore vengono classificate come G e H, quindi quelle leggermente colorate ovvero I, J e K, e così a proseguire fino alla Z, che indica i diamanti giallo brillante. Il fatto che questi ultimi siano all’ultimo grado della scala tuttavia non significa che essi siano i meno preziosi: infatti sono più rari e molto più apprezzati dei diamanti di grado maggiore ma dotati di minore omogeneità.

Andamento del valore del diamante
Una panoramica di diamanti di diverso taglio e caratura, e il suo valore nel mercato.

Taglio (Cut)

Il taglio di un diamante descrive invece la qualità del lavoro effettuato dall’intagliatore, ovvero il modo in cui al diamante è stata data forma, come è stato raffinato. Nello specifico indica la qualità della lavorazione degli angoli, processo che crea di fatto le facce e quindi la forma della pietra. Si tratta questa di una vera e relativamente antica disciplina, regolata da strette norme e principi matematici, grazie ai quali vengono calcolati i rapporti di lunghezza al fine di riflettere la massima quantità di luce possibile. Il taglio dei diamanti venne regolato e reso famoso nel 1400 in Belgio, ad Anversa, tuttora capitale mondiale degli intagliatori, ma i risultati più soddisfacenti sono senza dubbio quelli ottenuti nel 1919 dal matematico e appassionato di gemme Marcel Tolkowsky, il quale sviluppò il taglio tuttora più famoso e prezioso, il brillante rotondo che possiede la forma ideale per diffondere la luce.

Carati (Carat)

I carati dei diamanti sono l’unità di misura che indica il peso della pietra: nello specifico un carato è pari a 0,2 grammi, ma può essere anche suddiviso in grani equivalenti a 1/20 di grammo e in punti pari a 1/100 di carato. Attenzione a non fare confusione con il carato inteso come misurazione di purezza per metalli preziosi come l’oro o il platino. Ovviamente anche il peso contribuisce a determinare il valore di un diamante: esso cresce all’aumentare della caratura, e in maniera peraltro esponenziale. Per esempio un diamante da 2 carati sarebbe notevolmente più costoso di uno da un solo carato.

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