Riunione Bce, i piani di Draghi tra Qe ed Europa

Mercati finanziari oggi: in agenda per giovedì la riunione Bce

Nonostante il 2017 sia indubbiamente stato sotto molti punti di vista un anno di ripresa dalla crisi finanziaria, il lavoro da fare è ancora molto a livello globale, europeo e nazionale, ma è certo condivisa all’unanimità l’alta opinione che ormai i mercati finanziari si sono fatti di Mario Draghi: professore universitario, banchiere presso i più prestigiosi istituti al mondo ed esperto economista, dal 2011 siede alla guida della Banca centrale europea a Francoforte da dove sin dal suo insediamento ha dimostrato mano ferma e grande pragmaticità. Se oggi l’Europa sembra impostata su un cammino finalmente in discesa è anche merito suo e del suo piano di Quantitative easing, ed è per questo che negli ultimi giorni l’attenzione mediatica è tornata di nuovo a concentrarsi intorno al grattacielo di Francoforte. La Bce infatti in una conferenza che si terrà l’imminente giovedì 2 novembre dovrebbe annunciare la prevista riduzione dello stimolo monetario iniziato ormai 3 anni fa, una tappa peraltro prevista dallo stesso Draghi.

Fondi
I mercati finanziari rimangono in attesa delle parole del Presidente Bce Mario Draghi.

Mario Draghi tra investimenti sicuri e politica monetaria

Ma come avverrà nella pratica questa complicata manovra finanziaria? Secondo un sondaggio recentemente indetto da Bloomberg gli analisti prevedono una probabile riduzione degli acquisti mensili dalla soglia vigente dei 60 miliardi a soli 30 per i prossimi 9 mesi, ed è in effetti facile che su questa opzione ricada anche la scelta del presidente Bce. In fondo ci troviamo ora in un momento relativamente sereno finanziariamente parlando, per cui una eventuale riduzione dello stimolo (che peraltro riguarderebbe al momento solo gli acquisti di titoli) sarebbe facilmente tollerabile dai pur sempre imprevedibili mercati. Ma i piani pratici di Draghi non si fermano certo qui, l’economista ha infatti parlato di un atteso rialzo dei tassi d’interesse che arriverà ben oltre la fine del piano di Quantitative easing. Sempre secondo il sondaggio di Bloomberg infatti l’effettivo rialzo dei tassi avverrà non prima del 2019, una mossa d’altro canto strategica anche per la Bce che, non volendo giustamente sottovalutare l’inflazione che rimane ancora lontana dall’obiettivo, preferisce aspettare e prendere tempo per valutare la situazione al momento opportuno e decidere se proseguire col piano di Qe.

banche europee
La Banca centrale europea è stata fondamentale per permettere all’Europa di affrontare la crisi.

Le scelte di Draghi convincono ancora l’Europa

In ogni caso per ora la fiducia dei mercati e dei Governi è senza dubbio riposta nelle esperte mani di Draghi e della Bance centrale europea, le cui manovre sono state fondamentali segnali per guidare l’Europa verso la fine della peggior crisi economica della storia. Inoltre il piano della Bce si estende in maniera diversificata attraverso diversi canali, quali i tassi, le indicazioni sul futuro della politica monetaria, e infine gli acquisti di titoli, incluso il reinvestimento dei titoli in scadenza, in modo da non lasciare spazio a dubbi in questo percorso di risanamento. Comunque per ora le voci in borsa oggi parlano ancora dei 30 miliardi previsti per 9 mesi, l’ipotesi a questo punto più probabile, ma per scoprire i veri piani della Bce e toglierci ogni dubbio dovremo aspettare ancora due giorni.