L’indagine della Deutsche Bank mette in allerta i mercati finanziari oggi

Rischio bolla in borsa oggi secondo la Deutsche Bank

Il mondo della finanza è per sua natura inevitabilmente complesso e variegato, un labirinto di percentuali, cifre, norme e strumenti finanziari che può facilmente trarre in inganno non solo i semplici risparmiatori e investitori ma anche gli stessi analisti e tecnici: infatti siamo abituati a sentire parlare di percentuali annuali, di bilanci semestrali e di trend mensili o finanche settimanali, ma osservare questo tipo di fenomeni economici in questa ottica è in realtà molto limitante da un certo punto di vista, in quanto si perde contatto con la prospettiva storica dei problemi finanziari, che posseggono in alcuni casi radici anche molto profonde. Tuttavia di recente proprio per cercare di ricostruire questo percorso che dalla nascita dei mercati finanziari ha portato alla odierna crisi si è mossa la prestigiosa Deutsche Bank, che tramite i suoi esperti ha raccolto nelle ultime settimane dati riguardanti le quotazioni reali di bond e piazze d’affari dei 15 mercati maggiormente sviluppati al mondo relative agli ultimi due secoli di storia economica.

Borsa oggi rischio bolla
Le quotazioni eccessive hanno portato a una cauta ripresa ma anche avvicinato il rischio bolla.

Le informazioni raccolte sono state raffrontate poi con i dati dei Pil in modo da poter fornire un indice di valutazione effettivo degli asset considerati in rapporto all’economia reale, un lavoro lungo e complesso che ha però permesso alla Deutsche Bank di raggiungere quella prospettiva atemporale che costituisce un ottimo punto di osservazione sull’evoluzione economica del mondo sviluppato in generale. Il risultato tuttavia è stato imprevisto e preoccupante, in quanto dall’indagine dei tedeschi è emerso che sin dall’inizio del periodo storico analizzato (1800) le quotazioni di bond e mercati non sono mai state così alte. Come spesso accade poi anche in questo caso la spiegazione giusta è la più semplice, ed è quella fornita in borsa oggi dalla Banca centrale tedesca: le quotazioni sono effettivamente anomale perché anomale sono anche le condizioni in cui i trader di tutto il globo si sono trovati a operare nell’ultimo decennio, ma quello che stupisce è in realtà che la causa di questo processo siano stati proprio gli oltre 10.000 miliardi di dollari immessi in circolo dal 2008 a oggi da tre tra i maggiori istituti centrali di credito al mondo, la Federal Reserve americana, la Banca centrale europea e la Bank of Japan.

Come investire sicuro oggi in un mercato anomalo?

La manovra rientrava ovviamente nei piani di Quantitative easing previsti dai citati enti centrali, ma di fatto questa eccessiva liquidità ha condizionato negativamente i mercati sul lungo termine: per rendere un’idea si pensi infatti che se fino al 2012 il valore delle aziende quotate globalmente era pressapoco uguale alla somma dei singoli ricavi, oggi quegli stessi valori sono circa il doppio rispetto al reale fatturato delle società considerate. Queste quotazioni a livelli record mostrano chiaramente un pesante disallineamento tra valore reale e di mercato ormai imperante nel mondo della finanza, un fattore di enorme importanza che dovrebbe preoccupare tutti quanti siano interessati oggi a investire i risparmi in un qualunque strumento finanziario. Nonostante la crescita economica sia infatti iniziata da pochi anni le altissime valutazioni non trovano seguito nei fatti e nei numeri dei bilanci, mentre rischiamo invece di andare incontro alla bolla più grande della storia economica. Si tratta di un’eventualità comunque remota al momento, ma per quanto improbabile deve rientrare anch’essa nel calcolo dei rischi.

Mercati finanziari oggi borsa
Investire sicuro oggi, una scelta non facile visti gli squilibri sui mercati finanziari oggi.

Per chi voglia investire oggi rimangono infatti fondamentalmente due scelte: continuare a operare confidando in una lenta ma costante ascesa dei mercati che porterà alla fine della crisi, oppure rimanere molto liquidi e investire anche a ribasso se sceglie di credere alla terribile profezia della Deutsche Bank. A ogni modo finché la liquidità in circolo continuerà ad aumentare la volatilità dovrebbe mantenersi relativamente bassa, un fatto questo che dovrebbe garantire alla ripresa già iniziata un ritmo di crescita cauto ma costante. Il futuro però rimane da scrivere e in questo senso sono gli stessi risparmiatori e investitori a dover scegliere in cosa credere e sperare. La scelta, in questo caso e come sempre, la lasciamo quindi a voi lettori.