Petrolio cresce in borsa oggi dopo il ritrovato equilibrio Opec

Il 2017 è stato senza dubbio l’anno delle cryptovalute e delle commodities, due categorie di asset completamente diverse tra loro ma ugualmente interessanti per investire sicuro oggi nonostante l’imperante clima di incertezza sui mercati. Tra le materie prime nello specifico è stato molto ricercato e scambiato il biondo metallo, protagonista di una corsa all’oro di portata mondiale, ma anche il petrolio tra alti e bassi sembra ora esser tornato a far sperare trader e investitori. Infatti in borsa oggi il prezzo dell’oro nero è risalito ai massimi degli ultimi mesi sull’onda dell’ottimismo per il rinnovato equilibrio raggiunto nel mercato tra Paesi Opec e non Opec: i Futures del WTI sono infatti saliti dai 50,45 euro di ieri agli attuali 52,02, mentre i Futures del Brent hanno toccato la soglia dei 58,6 euro. A livello globale comunque solo in questa settimana il greggio ha registrato una crescita totale del 2,2%, un dato che proietta rosee prospettive per investire nel 2018 in questo raro e prezioso materiale.

Mercati finanziari oggi quotazioni petrolio
Le quotazioni del petrolio sono in crescita sui mercati finanziari sull’onda del vertice Opec.

Il principale stimolo per questa impressionante crescita è stato fornito certamente dal meeting della commissione Opec avvenuto venerdì scorso a Vienna, dove contro ogni aspettativa è stato reso noto che tutti i tagli sulla produzione previsti sono stato rispettati (116% contro il 94% del mese scorso), un fatto quantomai inatteso specialmente dopo i palesi problemi degli ultimi mesi. La notizia ha comunque stimolato il rimbalzo delle quotazioni reali verso l’alto, ma di fatto la commissione ha deciso di attendere ancora prima di stabilire se varare un nuovo piano o provvedimento, soprattutto per controllare il comportamento di Paesi come Nigeria, Libia e Usa che con i rispettivi aumenti di produzione hanno influito negativamente sugli sforzi dell’Opec di tenere sotto controllo le scorte mondiali. Secondo gli ultimi dati provenienti da Washington comunque, che parlano di una notevole diminuzione degli impianti di trivellazione a livello nazionale, sembra che negli Stati Uniti sia in atto una effettiva riduzione della produzione di petrolio, un dato che potrebbe come accennato avere un impatto anche molto positivo sui grafici e sugli investimenti in questa materia prima.

Sono comunque molti i produttori secondo i quali si sta avvicinando un momento molto propizio per investire i risparmi in greggio in quanto potrebbe essere raggiunto finalmente il tanto atteso equilibrio mondiale sulla produzione e gestione delle scorte, e in questo senso sembra effettivamente che sia stato intrapreso un cammino volto a ritrovare una solidità che rientra nell’interesse dei Paesi produttori come dei semplici risparmiatori e investitori. A spiegare in maniera più esplicita il concetto è Gene McGillian, analyst per il gruppo internazionale di gestione del rischio Tradition Energy, per il quale “il piano Opec di tagli alla produzione sta finalmente avendo successo e il bilancio tra domanda e offerta si sta avviando verso l’equilibrio”.

Borsa oggi petrolio
Petrolio e commodities in generale sono tra i migliori investimenti sicuri del 2017 e 2018.

Unico vero punto di domanda secondo le stime degli esperti rimane a questo punto il complicato referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno che sta catturando l’attenzione dei media internazionali e dell’Opec, ma anche le ire di alcuni Paesi vicini come la Turchia, che ha già minacciato di chiudere i propri porti ai flussi di petrolio provenienti dal ricchissimo suolo del Kurdistan. Al momento comunque le prospettive per investire oggi in petrolio rimangono ottimistiche, mentre già è stato fissato sull’agenda internazionale il prossimo appuntamento dell’Opec, previsto per il 29 novembre a Vienna, dove verranno rese note ulteriori eventuali decisioni da parte dell’Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio.