Colori vivi e quotazioni in rialzo, investire oggi in arte africana

Investire in arte africana: numeri e definizioni

Da sempre eccentrico e variegato, ma anche redditizio ed esclusivo, il mondo dell’arte comprende discipline e tecniche tra le più disparate che variano dalla pittura alla scultura, dall’arte antica a quella contemporanea, in un caleidoscopio di stili e generi che ha lasciato aperte (quasi) tutte le strade, per la gioia anche di appassionati e attenti investitori. Una di queste tuttavia è passata per molti anni sotto silenzio nonostante l’evidente potenzialità (anche a livello di investimenti) del comparto e l’attenzione di alcuni maestri come Picasso, ma oggi complice la globale attenzione sul tema dell’immigrazione sta tornando in auge applaudita dai critici e galleristi di mezzo mondo: si tratta dell’arte africana, ovvero quell’arte realizzata a cominciare dalla fine degli anni ’80 da artisti occidentali di seconda generazione o direttamente emigrati dal Continente nero per motivi famigliari o di studio. Negli artisti dunque il legame con la terra natia è forte e radicato, e spesso anche le loro opere tendono a rispecchiare questioni sociali legate alla propria patria, piuttosto che stimolare riflessioni circa il rapporto tra Occidente e Terzo mondo. Per quanto riguarda la tecnica invece solitamente vengono prediletti i materiali economici, di riciclo, sui quali vengono utilizzati colori molto vivi attraverso un linguaggio espressivo essenziale e tratti arcaici e spessi.

Arte africana
Molte gallerie e case d’asta vendono opere d’arte africana, senza contare fiere ed eventi a essa dedicati in tutto il mondo.

Insomma l’arte africana sembra rispondere perfettamente alle esigenze artistiche di questi tempi, e già da anni molte prestigiose case d’asta e gallerie si sono avvicinate all’arte africana, hanno deciso di valorizzarne le opere e hanno lasciato che gli anni solidificassero quanto costruito. Il resto è cosa nota per gli appassionati: i temi dell’immigrazione e dell’integrazione sono oggi tra i più caldi e attuali al mondo, e da anni ormai esistono fiere, mostre ed eventi dedicati all’arte del Continente nero. Anche a voler guardare i numeri pare che un’opera sia un investimento sicuro, o perlomeno questo è quanto emerge dall’African Art Market Report pubblicato a fine 2016, che analizza le performance e l’evolversi del settore: dal documento è emerso che negli ultimi 5 anni le vendite di arte africana nel primo e secondo mercato sono aumentate di oltre il 200%, mostrando sotto le apparenze mediatiche la presenza di un reale mercato, peraltro evidentemente molto vivo e dinamico. Inoltre si tratta di opere dai costi più disparati e quindi accessibili a tutti, che possono partire da poche centinaia di euro fino ad arrivare a 3,5 milioni di euro, come è capitato a Julie Mehretu nel 2015, ma in ogni caso la speranza in quanto investitori è che l’opera venga rivalutata in modo da fornire guadagni il più elevati possibile.

Investire oggi in arte africana conviene?

Insomma per chi ha buon occhio e passione per l’arte un modo interessante per investire i risparmi, anche perché se fino a qualche anno fa per investire in arte contemporanea africana occorreva rivolgersi alle migliori gallerie di Londra e New York, o in generale fare riferimento a un intermediario di respiro internazionale a fare da garante, oggi certamente non è più così. È cresciuta l’offerta e col tempo anche la domanda, e soprattutto la situazione in Africa è molto cambiata dagli anni ’80. Nello stesso Continente nero si è infatti sviluppato un mercato dell’arte interessante, principalmente grazie anche al migliorato tenore di vita raggiunto in alcune zone o Paesi: in Sudafrica soprattutto ma anche in Costa d’Avorio e Senegal sono nate gallerie ed è cresciuto il numero di collezionisti privati, hanno aperto case d’asta già ormai affermate e sono addirittura stati creati dei fondi di investimento internazionali dedicati all’arte africana, di cui il maggiore nato a Cape Town in Sudafrica che è ormai diventata tra fiere e mostre il punto di riferimento per il settore artistico dell’intero Continente.

investire in arte africana
Investire in arte africana oggi pare un ottimo investimento: negli ultimi anni le vendite sono cresciute del 200% secondo l’African Art Market Report.

Un comparto dunque estremamente interessante e potenzialmente redditizio anche per il risparmiatore medio italiano, tanto più che in Italia ormai di arte africana si parla da anni, anche se solo di recente questa corrente è stata percepita come tale anche dai non appartenenti al mondo dell’arte. Consigliamo però di investire in arte africana solo a coloro i quali abbiano le conoscenze teoriche e pratiche per poterlo fare, come del resto abbiano sempre accennato anche negli articoli precedenti: un’opera singola vale poco di per sé, mentre vede moltiplicato il proprio valore se inserita in una collezione che ne risalti la presenza, ma allo stesso tempo è difficile per chi non abbia una vera e propria passione capire i meccanismi estetici e profondi che l’arte richiede per essere avvicinata. Insomma si tratta di un investimento intimo, interessante, potenzialmente ottimo e solido, ma certo non immediato o scontato. Tuttavia certamente per quanti già investano in arte parte dei propri capitali l’arte africana rappresenta l’ultima frontiera, e se questi sono i numeri che può vantare dopo pochi anni, difficile prevedere dove potrà arrivare nei prossimi.