Investire in arte antica, un mercato in crescita nel 2017

Investire in arte nel 2017: i vantaggi di un settore unico

L’arte come passione, come nobile passatempo, come necessità, nel corso della Storia l’estro artistico è emerso sotto varie forme, ma solo di recente l’arte è entrata a far parte anche del ricco mondo degli investimenti. Come già accennato infatti le opere d’arte, se considerate come bene tangibile e commerciabile, posseggono enormi vantaggi rispetto alla maggioranza degli strumenti finanziari attualmente in uso: le quotazioni non sono fissate su criteri oggettivi e quantificabili ma sono anzi estremamente soggettive e legate al percorso del singolo artista, motivo per cui anche una tela di un giovane pittore potrebbe valere milioni di euro. Inoltre si tratta di beni esentasse che aumentano esponenzialmente di valore nel corso del tempo, specialmente nel caso ci sia dietro un progetto serio e solido di collezione.

Amore e Psiche
Esentasse e valutate secondo criteri non sempre fissi, le opere d’arte come investimento.

Si tratta di vantaggi da non sottovalutare, specialmente considerando che, come già successo innumerabili volte nella storia, a molti oculati osservatori e pazienti ricercatori potrebbe capitare di comprare un’opera per poche decine di euro ritrovandosi anni dopo con un bene dal valore inestimabile. Operando però da investitori occorre metodo e attenzione ai dettagli, quindi si eviti in ogni caso di dare per scontato che sia facile imbattersi in geni emergenti: il mercato dell’arte è uno dei meno limitati e più folli esistenti, e i vantaggi già citati fanno gola non solo ai piccoli risparmiatori italiani ma anche ai grandi galleristi, collezionisti e investitori internazionali. Difficilmente dunque metterete le mani su un De Chirico originale, così come difficilmente senza studio o esperienza pregressa riuscirete a trovare a colpo d’occhio opere dall’alto valore intrinseco. In questo senso la conoscenza del settore è una prerogativa quasi fondamentale, e a scanso di una innata passione solo con anni di pratica, mostre e studio si può seriamente pensare di investire in arte oggi.

Investire in arte antica nel 2017, quotazioni in crescita

Peraltro proprio in questi mesi del 2017 le quotazioni delle opere antiche sono ai minimi storici, e come previsto da molti analisti e galleristi a breve dovrebbero ricominciare a crescere, fornendo a tutti quanti gli interessati l’occasione propizia per investire i risparmi in questo unico e spettacolare comparto della finanza. L’arte contemporanea al momento domina la scena internazionale, in tutte le sue colorate sfaccettature e originali installazioni, e a guadagnarci sono appunto le opere antiche, le cui quotazioni si sono notevolmente abbassate rispetto ai prezzi visti nell’ultimo decennio, e in questo senso investire in arte antica nel 2017 potrebbe davvero essere un ottimo affare sul medio-lungo termine, a patto ovviamente di agire in maniera oculata e precisa senza però lasciarsi limitare troppo dai numeri a scapito dell’estetica: occorrono occhio, gusto e sensibilità per scegliere un’opera, altrimenti è meglio piuttosto affidarsi a un professionista fidato che sia in grado di stabilire indicativamente il valore di un’opera conoscendo non solo la sua storia e provenienza, ma anche l’interesse effettivo che potrebbe avere sul mercato, dai possibili acquirenti alla rivalutazione negli anni. Un parere di questo tipo è estremamente importante, in quanto anche rimanere in linea con i gusti del tempo, che come sempre cambiano, richiede costanza e curiosità che solo nel vero amante dell’arte possono risiedere.

Arte antica
Investire in arte antica nel 2017, una scelta consigliata da molti galleristi ed esperti.

Tuttavia se anche è vero che il mercato dell’arte generale è soggetto a enormi e assurde speculazioni, con conseguente saliscendi delle quotazioni delle opere degli artisti contemporanei, questo vale molto meno per le opere antiche, che in quanto uniche, non riproducibili e più facilmente identificabili si prestano meno a contraffazioni, rendendole in questo senso un investimento sicuro. Si tratta poi appunto di artisti ormai scomparsi, che hanno quindi ormai “fissato” il loro ruolo all’interno della storia dell’arte, motivo per cui le loro quotazioni difficilmente varieranno, come invece potrebbe capitare a un astro nascente dell’arte moderna che potrebbe altrettanto facilmente scomparire dalla scena dopo pochi anni, rendendo le sue opere solo costosi soprammobili per l’investitore. Occorrono dunque pazienza, tenacia, passione, conoscenza del settore e una constante attività di ricerca per investire in arte, ma si tratta indubbiamente di uno dei settori più in voga e interessanti del mondo della finanza, oltre che atipico: è infatti difficile trovare un investimento più intimo e personale di quello artistico, e a quanto pare il 2017 potrebbe essere l’anno giusto per investire in arte antica.